Cersaie 2015

Bologna, 28 Settembre – 2 Ottobre
Pad. 36 – Stand B32/C37

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Le nuove collezioni Refin per Cersaie 2015 sono il risultato del lavoro di ricerca dell’azienda nell’ambito prevalente dei materiali di ispirazione naturale, attraverso un’attenta ricerca delle superfici più interessanti sia dal punto di vista estetico che di quello tecnico.

Il risultato di questo meticoloso e approfondito studio si esprime in proposte ceramiche con caratteristiche visive e tattili che sprigionano tutta l’emozione e le atmosfere che la natura riesce a tramettere.

I preziosi materiali lapidei (delle collezioni Wide e Prestigio) e le ricercate essenze lignee ( collezioni Chevron e Deck), a volte lavorate in armonia con le antiche tecniche artigianali di pavimentazione (riprese nella collezione Chevron), rendono il gres porcellanato materiale di base su cui costruire il proprio personale progetto architettonico o di arredo.

A questa ricerca estetica e progettuale, Refin unisce l’eccellenza tecnologica che trova la sua massima espressione nelle lastre ceramiche di grande formato (fino a 240 x 120 cm) che aggiungono modernità e che si propongono anche per gli utilizzi più innovativi quali, ad esempio, le facciate ventilate degli edifici. La tecnologia si esprime anche nelle proposte ad alto spessore (2 cm) che trovano ampio utilizzo nelle pose all’aperto (giardini, terrazzi, piscine, …) grazie alla loro praticità e resistenza alle sollecitazioni e agli agenti atmosferici.

A queste nuove proposte di ispirazione naturale, Refin affianca in questo Cersaie 2015 anche la collezione Plant, che dà continuità alla ricerca di Refin nelle superfici contemporanee ispirate agli ambienti industriali e urbani.

Dall’estro creativo di Giulio Iacchetti nasce Labyrinth, la nuova collezione di DesignTaleStudio per Ceramiche Refin a Cersaie 2015.

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Pensare e progettare una superficie per me significa provare a lambire il concetto di infinito e di tridimensionalità, partendo da un disegno modulare che si sviluppa senza limiti nello spazio, ispirato alle costruzioni grafiche del Maestro Escher a cui tanto del mio lavoro si rifà.

Giulio Iacchetti
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Pensare e progettare dunque un elemento che, ripetendosi a matrice, sviluppa tracce che si avviluppano su se stessi, che segnano percorsi a volte regolari e a volte complessi, in grado di evocare un senso di profondità, veri e propri labirinti grafici tridimensionali, da cui il nome di questa collezione di piastrelle.

Giulio Iacchetti

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Un progetto che nasce da un’inedita costruzione geometrica generata all’interno di un quadrato, linee che congiungono punti medi ai vertici opposti, sino ad estrapolare due elementi ad “elle” contrapposti che permettono, a seconda di come viene ruotata la piastrella, di disegnare linee ordinate di quadrati, tracciati segmentati a zig zag, oppure senza alcun ordine prestabilito di posa, originare perimetri grafici infiniti in cui smarrirsi.

Giulio Iacchetti