
Quadrato in tre dimensioni
In seguito all'interesse manifestato per l'evento "Quadrato in tre dimensioni", la mostra presso Refin Studio resterà aperta al pubblico fino al 30 Aprile.
Per maggiori informazioni: Refin Studio, foro Bonaparte 68, milano
Alla sorprendente installazione di fronte al Palazzo della Triennale si aggiunge un'inedita mostra all'interno dello showroom Refin Studio, il nuovo spazio dedicato al dialogo con architetti e professionisti, recentemente inaugurato nel centro storico di Milano.
Se è vero che il quadrato è la forma-archetipo della piastrella, il richiamo alla memoria è immediato e il riferimento si fa democratico oltre che simbolico.
Il quadrato è però anche una figura geometrica bidimensionale, ci vuole una certa immaginazione per coglierne la profondità nello spazio.
L'apparente controsenso della definizione ha tuttavia una sua logica quasi matematica: tre sono i designer coinvolti nel progetto, tre le direzioni indicate per tracciare nuove possibili evoluzioni del rivestimento ceramico.
Ma questa terza dimensione è soprattutto una tensione, un tentativo di intravedere percorsi altri, per verificare quanto il design di prodotto possa trasformarsi in design di processo, intervenire sui sistemi produttivi, trasformare le destinazioni d'uso, suggerire nuove modalità di comportamento.
La sperimentazione quindi non è più solo dichiarata dagli esiti, ma prima di tutto intrinseca alle premesse.
A questo punto la prospettiva cambia e forse, a guardar bene, un quadrato può avere molto più che tre dimensioni.
Art direction e graphic design Roberto Bandiera, testi Chiara Pagani, exhibition design Luca Ferigo, foto di Matteo Cirenei
Massimiliano Adami

TERRAVIVA,
un intervento umano, naturale e temporale sulla rigida geometria della piastrella
La geometria della piastrella è di per se stessa rigida, simmetrica, ortogonale, ma allo stesso tempo la ceramica possiede una natura organica e mutevole. Alla base quindi il grès porcellanato, materiale compatto, pressoché eterno, al quale è possibile aggiungere decorazioni superficiali che ricordano altre texture.
Un equilibrio quasi perfetto, che è possibile però contaminare recuperando la dimensione più naturale del prodotto −se lo si pensa in definitiva costituito di terra− per ottenere un segno/decoro non artefatto né mimetico, ma che scelga di dichiarare la composizione e le specificità del prodotto.
La crepa è esattamente questo, un'interferenza accidentale determinata dalla natura o dall'uomo, che si configura in maniera sempre diversa a seconda dei materiali. Da imperfezione diviene quindi simbolo estetico ma anche metaforico, perché espressione del tempo, passaggio a cui nulla può sottrarsi: come le rughe indicano sui volti il corso della vita, così le crepe trasformano i pavimenti, subordinando l'uomo ai cicli terrestri.
Massimiliano Adami (1969) ha studiato design all'Istituto Statale d'Arte di Monza e alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano.
Dall'esordio nel 1998 con l'esposizione "Il fantasma del design" ha partecipato a diversi concorsi e mostre, sino alla fortunata partecipazione al Salone Satellite nel 2005.
Grazie alla sperimentazione sui materiali e i metodi produttivi a forte contenuto artigianale, il suo lavoro si posiziona tra arte e design coniugando l'attività progettuale alle auto-produzioni.
I suoi prodotti sono esposti presso importanti gallerie di design, tra cui Moss a New York, Rossana Orlandi a Milano, Ottobarradieci a Bergamo, Onepieceart a Roma.
Progetta per importanti aziende tra cui: Cappellini, Meritalia, Gruppo Fendi/DesignMiami.
I suoi Fossili Moderni sono stati inseriti nel 2009 nella Collezione Permanente del Museo del Design, a seguito della mostra "Magma Fossile" curata da Stefano Maffei alla Triennale di Milano.
Lorenzo Damiani 
SEGNI,
un intento democratico nel recupero formale/decorativo/materico nella ricerca di una soluzione tecnica
A dispetto di una diversità progettuale spesso acclamata e perseguita a tutti i costi, una collezione di piastrelle democratiche che agisce in direzione opposta a estetiche invadenti e misure estese, verso un ritorno alla normalità e a un formato semplice e silenzioso: il classico quadrato 20x20 incorniciato dalla fuga.
Le piastrelle sono in composto riciclato e la decorazione riprende volutamente i disegni della tradizione, declinati in chiave contemporanea: rimandi di memorie passate con frutti stilizzati, forme geometriche, segni tracciati direttamente con il dito nella materia, procurando spostamenti e accumuli che evidenziano la tensione e l'istintività del gesto.
Una scelta "per tutti", che risponde a esigenze comuni facilitando la posa grazie all'intuizione tecnica contenuta nella struttura stessa della piastrella: un distanziatore ricavato infatti nel profilo permette di accostare le piastrelle le une alle altre predeterminando lo spazio per la fuga senza la necessità dei consueti crocini.
Lorenzo Damiani nasce nel 1972 e, dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano, consegue un master in disegno industriale presso la Scuola Politecnica di Design. Si occupa di furniture e product design e ha collaborato con diverse aziende tra cui Campeggi, Cappellini, Montina, Acqua di Parma, Skitsch, Abet Laminati, Erreti, Omnidecor, Coop, Illy Caffè, IB Rubinetterie, BBB EmmeBonacina, Ceramica Flaminia. I prodotti Flex (Montina) e OnlyOne (IB Rubinetterie) fanno parte della collezione permanente del Museum of Architecture and Design di Chicago.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: nel 1998 il Progetto Giovane-Compasso d'Oro, nel 2001 e 2008 la Segnalazione d'Onore sempre al Compasso d'Oro; nel 2001 e 2007 il Good Design Award; nel 2001 e 2004 il primo premio al concorso Young&Design. Tre le mostre personali: "Il Doppio Senso delle Cose" curata da Cristina Morozzi nel 2003 alla Fiera di Milano; "In-Coerenza", presso la Otto Gallery di Bologna nel 2004 e "Ma Dove Sono Finiti gli Inventori? Lorenzo Damiani", curata da Marco Romanelli alla Triennale di Milano, nel 2009.
Luca Nichetto 
GROOVE,
un focus sulla materia, la sua composizione e i metodi produttivi come simbolo dell'innovazione tecnologica
Il grés porcellanato è considerato un prodotto artificiale, frequentemente adottato come sostitutivo di altri. Se analizzato appare però come un'unione sapiente di sostanza e tecnica: la riflessione sul composto riciclato, che Refin ha scelto di impiegare per molti suoi prodotti, può così confrontarsi con la coscienza delle tecnologie produttive di cui l'azienda dispone.
Il progetto rivela la struttura di tipo molecolare del materiale, reinterpretandola con un intervento tridimensionale in rilievo che ne restituisce in macro la composizione. Alla texture generata da questo primo intervento viene successivamente sovrapposta la stampa di immagini, selezionate secondo ispirazioni che muovono dal mondo del riciclo e dell'edilizia e guardano a tutto ciò che sta sotto e oltre il rivestimento, lo scarto, la "posa", l'impronta industriale.
Implementare quindi processi produttivi complessi, per sperimentare l'applicazione simultanea di lavorazioni diverse interfacciando l'esperienza tecnica con nuove potenzialità espressive: decoro a rilievo, stampa rotocolor, stampa digitale si stratificano sulla piastrella per ottenere un risultato che arriva a nobilitare la materia, per suggerirne una nuova identità e aprire un orizzonte di potenziali sviluppi.
Luca Nichetto, veneziano, dopo la laurea in disegno industriale inizia a collaborare con Salviati e Foscarini. Nel 2006 fonda il proprio studio Nichetto&Partners occupandosi oltre che di industrial design anche di design consultant. Attualmente Luca Nichetto firma progetti per molteplici aziende di prestigio internazionale, tra le quali Bonaldo, Bosa, Casamania by Frezza, Emmegi, Foscarini, Fratelli Guzzini, Gallotti & Radice, Italesse, Kristalia, Moroso, Offecct, Salviati, Venini.
Nel 2009 presenta la collezione Essence, prodotta congiuntamente da Bosa e Venini, in una mostra itinerante inaugurata presso il Laboratorio 2729 di Venezia e successivamente al 107Rivoli di Parigi e alla Vessel Gallery a Londra.
Tra i numerosi premi ottenuti l'Elle Decoration International Design Awards 2009 (EDIDA) nella categoria Young Designer Talent.



























